“Napoli Velata”: il Sesso con la S maiuscola

C’è spazio anche per il cinema nel viaggio tra nudità e rappresentazione, tema della prima puntata di Flanerie (a fondo pagina il podcast da ascoltare).

Scopri il tema del nudo e del sesso in questo servizio sul fim Napoli Velata, successo al botteghino nel 2017 ed analizzato così per Radio IULM

Secondo John Berger il nudo femminile è stato a lungo il soggetto prediletto della pittura ad olio. Si pensi alle raffigurazioni del paradiso terrestre, dove l’ idea che si voleva trasmettere era un qualcosa di peccaminoso e la donna fungeva da tentatrice. Se si volesse attuare un passo verso la modernità non riesco a non pensare alla celebre scena di Oggi, domani, dopodomani: una prorompente Sofia Loren  seduce Marcello Mastroianni a suon di sguardi languidi e sensuali movenze, improvvisando uno spogliarello .

La donna appare di conseguenza come colei che appare e legittima il suo modus agendi secondo lo sguardo maschile. E la donna sì, appare, ma giocando contemporaneamente un ruolo di Domina sulla figura maschile, se grazie al potere dell’eros riesce ad avere in qualche modo la meglio .

Ecco allora al 2017. Napoli velata, regia di F. Ozpetek. Undici candidature ai Golden Globes . Pellicola che forse incarna maggiormente il rovesciamento di quell’allure seduttiva che una Loren poteva emanare. Il regista mette infatti in atto un lavoro eccelso sul personaggio femminile di Adriana, interpretato da Giovanna Mezzogiorno spogliandola di tutti quelli “orpelli” propri di una femminilità disinibita ed esuberante.

Il tutto si intravede già nell’incipit della pellicola, quando uno sconosciuto le dice senza indugi: “ha qualcosa da fare questa sera? Perchè noi due passeremo la notte insieme”. Adriana viene dunque presentata fin dall’inizio come in uno stato catatonico, completamente passiva verso tutto ciò che le accade attorno. Ogni sua azione è in rapporto di interdipendenza con le azioni e i pensieri altrui. È proprio in questo contesto che Ozpetek mette vivacemente in scena il Sesso con la S maiuscola. Vorace, passionale. Un vortice hitchcockiano di passioni o un labirinto di Kubrick dal quale non sembra esserci una via d’uscita. Seppure ciò non sembri essere importante.

Dopotutto è proprio questo il vero concetto di nudità ed eros, completamente estraniato da ogni tipo di maschera, con l’assenza dell’ ironia maliziosa dello striptease della Loren ma anche di tutte quelle “rappresentazioni “del sesso ormai diventate una regola sia nel cinema italiano sia in quello internazionale . Le più famose cinquanta sfumature, non importa di quale colore, non sono dopotutto così spinte.

Elisa Cherchi

Il podcast della prima puntata di Flanerie, in onda venerdì 23 febbraio